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Marca da bollo virtuale: istruzioni per dentisti

La marca da bollo è un tipo di carta-valori utilizzato per convalidare atti e documenti pubblici. In ambito odontoiatrico, la marca da bollo viene apposta sulle fatture emesse al paziente, in certe condizioni e seguendo certe modalità. In questo articolo, spieghiamo come e quando si applica la marca da bollo, approfondendo in particolare il tema della marca da bollo virtuale.


LA MARCA DA BOLLO NELLO STUDIO DENTISTICO

Lo studio dentistico è tenuto ad apporre la marca da bollo sulle fatture esenti IVA di importo superiore ai 77,47€. La marca da bollo è di 2€, ed è a discrezione del dentista decidere se addebitare o meno quest’importo al paziente. La marca da bollo, acquistabile nei punti vendita autorizzati, come le tabaccherie, va messa sulla copia originale della fattura, cioè quella da consegnare al paziente. L’obbligo di apporre la marca da bollo sulla fattura grava sul dentista ma, nel caso in cui la fattura sia sprovvista della marca da bollo, la responsabilità ricade in solido sia sul dentista, che sul paziente. L’Agenzia delle Entrate concede 15 giorni, dal momento dell’emissione della fattura, per saldare l’importo di 2€, prima di far scattare le sanzioni. L’obbligo in solido per il pagamento dell’imposta e delle eventuali sanzioni è stabilito nell’articolo 22 D.P.R. 642/1972.

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LA MARCA DA BOLLO VIRTUALE

L’imposta di bollo può anche essere assolta in modo virtuale, come stabilito dall'art.15 del D.P.R. 642/1972. Il 14 aprile 2015, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare N.16/E, nella quale viene spiegata la procedura da seguire se si vuole ricorrere alla marca da bollo virtuale. Ecco tutti i passaggi della procedura:

  1. per prima cosa, occorre chiedere l’autorizzazione all'Ufficio competente. Per Ufficio competente si intende la Direzione Provinciale, cioè quella nel cui ambito il contribuente ha il suo domicilio fiscale.
  2. Assieme alla domanda di autorizzazione, il dentista deve presentare una dichiarazione contenente il numero di atti e documenti che prevede di emettere e ricevere durante l’anno.
  3. L’Ufficio competente, in base ai dati contenuti in questa dichiarazione, liquida l’imposta dovuta per il periodo che va dal giorno della richiesta di autorizzazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Questa cifra viene addebitata al dentista in rate bimestrali, fino alla fine dell’anno. Più sotto spieghiamo come pagare queste rate.
  4. Da ora in poi, entro il 31 gennaio di ciascun anno, il dentista è tenuto a presentare all'Ufficio competente la dichiarazione degli atti e documenti effettivamente emessi durante l’anno precedente, utilizzando il modulo reperibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Il modulo va spedito, per via esclusivamente telematica, all'Agenzia delle Entrate stessa. Per la compilazione e l’invio telematico della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente questo software. L’invio può essere effettuato direttamente dal dentista, o da un intermediario abilitato, come un professionista o il CAF.
  5. L’Ufficio procede così alla liquidazione definitiva dell’imposta dovuta, imputando al dentista la differenza a debito o a credito, nella rata bimestrale con scadenza a febbraio.

Per tutti i suoi versamenti, il dentista deve utilizzare un modello pagamento marca da bollo con F24. I codici tributo per i vari versamenti sono i seguenti:

  • “2505”, denominato “BOLLO VIRTUALE - RATA”;
  • “2506”, denominato “BOLLO VIRTUALE - ACCONTO”;
  • “2507”, denominato “BOLLO VIRTUALE - Sanzioni”;
  • “2508”, denominato “BOLLO VIRTUALE - Interessi”.

Per i versamenti con scadenza a febbraio, cioè quelli nei quali viene addebitato l’eventuale differenza a debito per l’imposta dovuta nell’anno precedente, va utilizzato il codice tributo “2505”, “BOLLO VIRTUALE - RATA”.

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Il nostro software gestionale per dentisti permette di assolvere l'imposta di bollo sia con la marca da bollo classica, sia con la marca da bollo virtuale.

In Impostazioni => Studio => Fatturazione, configurare il tipo di bollo:

Imposta tipo di bollo: classico o virtuale.

Nel caso in cui si scelga il bollo classico, sulla fattura comparirà un riquadro per apporre il bollo:

Fattura con marca da bollo classica

Nel caso in cui si scelga il bollo virtuale, sulla fattura comparirà la relativa dicitura:

Fattura con marca da bollo virtuale

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  • La Fatturazione elettronica obbligatoria
  • Il Preventivo dopo la Legge Concorrenza
  • La differenza tra Fattura e Ricevuta Sanitaria
  • La Marca da Bollo virtuale
  • Lo Spesometro
  • L'invio delle fatture al Sistema TS
  • L'Ammortamento dei beni strumentali
  • La Legge Gelli e l'RC professionale
  • La Legge sulla Privacy

La Legge per l'Odontoiatra

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Le informazioni riportate in questo post, sono riprese dai documenti ufficiali pubblicati sul sito www.agenziaentrate.gov.it, o da altre fonti, sempre specificate. Ad ogni modo, AlfaDocs non rappresenta una fonte ufficiale sull’argomento. Pertanto, oltre a leggere e commentare i nostri post, consigliamo di consultare direttamente l'Agenzia delle Entrate o la Direzione Provinciale di competenza.

Nota del redattore: questo post è stato originariamente pubblicato sul blog a marzo 2016 ma è stato aggiornato a marzo 2019 per completezza.

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