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Fatturazione nello studio medico e odontoiatrico. Domande frequenti.

In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti sulla fatturazione nello studio medico e odontoiatrico.

  1. Cosa deve contenere una fattura a norma di legge?
  2. Quando va emessa la fattura?
  3. È obbligatorio avere numeri progressivi nelle fatture?
  4. Perché la fattura è esente IVA?
  5. Fattura o ricevuta sanitaria?
  6. Si può emettere una fattura a pazienti minorenni?
  7. Si può emettere fattura ad un soggetto diverso dal paziente?
  8. Quando va applicata la marca da bollo?
  9. La fattura elettronica è obbligatoria?
  10. L'iscrizione al VIES per le fatture è obbligatoria?
  11. Inviare l’Intrastat è obbligatorio?
  12. Che cos’è la Rivalsa INPS al 4%?
  13. Altre domande?

Disclaimer

Questo articolo FAQ contiene voci che trattano argomenti legali; nessun tipo di garanzia viene data sul fatto che le informazioni siano accurate, corrette, aggiornate o che non contravvengano alla legge stessa. Le informazioni fornite nella FAQ sono di natura generale e hanno il solo scopo divulgativo. Esse non possono pertanto sostituire il parere di un professionista autorizzato, ovvero di persona, ufficio o autorità competente con conoscenze specializzate che possano applicarsi alla specificità del caso di chi legge.

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1. Cosa deve contenere una fattura a norma di legge?

Tutti gli studi odontoiatrici, medici e professionali sono obbligati alla fatturazione per tutte le prestazioni erogate ai pazienti. La fattura, per essere a norma di legge, dovrà contenere tutti i campi obbligatori definiti dall’Art. 21 del DPR 633/1972, che mantiene intatta la sua struttura originale escluse alcune recenti integrazioni introdotte dalla Legge 228/2012.

In particolare ogni fattura dovrà contenere:

  • data di emissione (1);
  • numero di riconoscimento univoco della fattura (2);
  • anagrafica dello studio, quindi nome e cognome del titolare dello studio oppure ragione sociale in caso di società, comprensivi di residenza fiscale (3);
  • nome e cognome dell’intestatario della fattura oppure ragione sociale in caso di società, comprensivo di residenza fiscale (4);
  • numero di partita IVA (5);
  • natura e quantità della prestazione erogata, corrispondenti alla fattura emessa (6);
  • aliquota IVA (nel caso di prestazioni odontoiatriche la dicitura Esente IVA in base all’Art. 10 del DPR 663/1972) (7);
  • eventuali documenti allegati, tra cui i documenti di trasporto (DDT) in caso di fattura in differita.
Elementi di una fattura
 
Ogni fattura deve contenere questi elementi:
  1. data di emissione;
  2. identificativo univoco;
  3. anagrafica dello studio;
  4. intestatario;
  5. Partita IVA dello studio;
  6. lista prestazioni;
  7. aliquota IVA.

Malgrado l’elenco sia di per sé esaustivo per determinare con precisione gli obblighi di legge rispetto alla fatturazione dello studio medico e odontoiatrico, occorre fare delle precisazioni sulla data, sulla numerazione e sull'esenzione dall'imposta.

2. Quando va emessa la fattura?

Il medico, odontoiatra o professionista sanitario, deve consegnare la fattura al paziente nel giorno in cui riceve il compenso per la prestazione, come da ex Art. 6 d-ter, modificato in Art. 7 ter del DPR 633/1972.

3. È obbligatorio avere numeri progressivi nelle fatture?

La numerazione delle fatture ha subìto alcuni cambiamenti normativi a partire dalla Risoluzione del 10 gennaio 2013 emessa dall’Agenzia delle Entrate, che ha sancito la non obbligatorietà del numero progressivo nelle fatture, purché sia mantenuta la condizione di identificazione univoca dell’operazione.

Fatturazione non progressiva Esempio di fatturazione non progressiva
 

Precedentemente alla Risoluzione citata, ogni studio medico, odontoiatrico o professionale era obbligato a numerare le fatture in modo progressivo a partire dall'inizio dell’anno solare: ad esempio 1/2017 e seguenti per la prima emissione dell’anno, 1/2018 e seguenti per la prima emissione dell’anno successivo.

Fatturazione progressiva Esempio di fatturazione progressiva
 

Successivamente alla suddetta Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la tipologia di numerazione delle fatture è a scelta del contribuente, che potrà mantenere la numerazione progressiva per anno solare oppure proseguire la numerazione dell’anno corrente anche nell'anno seguente. Facendo un esempio, il conteggio dall'anno solare precedente (ad esempio ultima fattura N° 645/2017) continuerà progressivamente nel prossimo anno solare (prima fattura dell’anno successivo N° 646/2018).

4. Perché la fattura è Esente IVA?

Le prestazioni sanitarie erogate dagli studi medici, odontoiatrici e da tutti i professionisti sanitari sono considerate operazioni Esenti IVA, quindi non obbligano lo studio all’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.

L’Esenzione dall’IVA per le prestazioni sanitarie ha una motivazione socio-economica individuata dal Legislatore nell’Art. 10 del DPR 633/1972, lo stesso testo di legge che definisce e sancisce l’imposta sul valore aggiunto e determina quali soggetti devono applicarla.

Non bisogna confondere l’esenzione dell’IVA dall’esenzione dell’emissione della fattura, poiché come tutte le attività professionali, anche gli studi medici, odontoiatrici e professionali sono obbligati all’emissione della fattura per ogni prestazione eseguita sui pazienti.

A partire dalla pubblicazione della Legge 228/2012, inoltre, ogni fattura emessa per prestazioni sanitarie deve necessariamente presentare la dicitura: Operazione Esente IVA ai sensi dell’Art. 10 del DPR 633/197.

Fattura esente IVA
Le fatture emesse per prestazioni sanitarie devono contenere l'apposita dicitura sull'esenzione IVA.

5. Fattura o ricevuta sanitaria?

Le prestazioni sanitarie erogate dagli studi medici, odontoiatrici e da tutti i professionisti sanitari sono considerate operazioni Esenti IVA, quindi non obbligano lo studio all’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.

Accade molto frequentemente che gli studi medici, odontoiatrici e i professionisti di tutte le branche sanitarie facciano confusione ed emettano una ricevuta sanitaria, invece che una regolare fattura.

La cosiddetta "Legge IVA" (DPR 633/1972) prevede che solo le strutture che erogano servizi di ambulatorio e ricovero abbiano l’obbligo di emettere una ricevuta sanitaria, per cui le sole strutture convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale.

Gli studi medici e odontoiatrici privati, invece, sono tenuti all'emissione di fattura. Nel caso di studi medici e odontoiatrici privati che svolgono anche prestazioni in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, sarà possibile emettere una ricevuta sanitaria esclusivamente per i pazienti che rientrano in questo regime.

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6. Si può emettere una fattura a pazienti minorenni?

La fattura deve contenere obbligatoriamente il nome e cognome del soggetto cui è intestata, come sancisce l’Art. 21 del DPR 633/1972. Tutto ciò sarà valido anche per le prestazioni mediche, fiscalmente Esenti IVA.

Un paziente minorenne, avendo personalità giuridica, può comunque essere intestatario di una fattura, purché sia effettivamente lui a ricevere la prestazione.

Se a pagare la fattura è il genitore, quindi un terzo soggetto, la legge permette di intestare la fattura al genitore, indicando però nella descrizione nome e cognome dell’effettivo beneficiario della prestazione medica.

Fattura per minorenne
Se il paziente è minorenne, la fattura può essere intestata al genitore, specificando però nella descrizione il nome del paziente.
 

Se sei cliente AlfaDocs, leggi il tutorial per scoprire come impostare una fattura emessa a pazienti minorenni.

7. Si può emettere fattura ad un soggetto diverso dal paziente?

La fattura deve essere intestata a chi realmente fruisce della prestazione, come indica il comma 2 lettere e) ed f) dell’Art. 21 DPR 663/1972, poiché solo il reale beneficiario è legittimato ai fini IVA e può quindi beneficiare delle deduzioni fiscali previste per le prestazioni sanitarie..

Se a pagare l’importo della fattura è una persona diversa dal paziente, quindi un terzo soggetto che non riceve la prestazione, l’intestazione della fattura non cambia, ma deve essere comunque indicato il nome di chi effettivamente paga il corrispettivo.

Fattura con terzo pagante
Anche se la fattura viene saldata da una persona diversa dal paziente, la fattura va comunque intestata al paziente, specificando nella descrizione il nome del pagante.
 

Ciò che realmente è importante da un punto di vista fiscale è che solo il reale beneficiario della prestazione alleghi le spese della prestazione alle deduzioni sulla denuncia dei redditi, poiché chi paga non è legittimato a detrarre il costo

8. Quando va applicata la marca da bollo?

Lo studio medico, odontoiatrico, nonché tutti i professionisti sanitari, sono obbligati ad apporre una marca da bollo su tutte le fatture, sia cartacee che elettroniche, emesse con importo superiore ai 77,47 €. Il costo della marca da bollo può essere a carico dello studio professionale, oppure è possibile addebitare il costo al paziente.

Lo studio o il paziente, a seconda di chi sosterrà la spesa del bollo, avrà il compito di acquistare la marca da bollo da un rivenditore autorizzato e apporla sulla copia originale della fattura. Il costo della marca da bollo è di 2€ e a prescindere da chi sarà effettivamente a pagarlo, la fattura dovrà riportare la dicitura Esente IVA ai sensi dell’Art. 15 del DPR 663/1972.

Bollo classico
Il bollo va apposto sulla copia originale delle fatture con importo superiore ai 77,47€.
 

A partire dal 2015, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto la possibilità di assolvere all'adempimento in modo virtuale, grazie alla Circolare N°16 dell’Agenzia delle Entrate che ne definisce la procedura. In questo articolo riportiamo le istruzioni e la procedura di autenticazione per usufruire del servizio di Marca da Bollo Virtuale.

Bollo virtuale
A partire dal 2015 l'imposta di bollo può essere assolta anche in modo virtuale
 

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9. La fattura elettronica è obbligatoria?

L’approvazione della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un’importante novità per gli studi medici, odontoiatrici e tutti i professionisti sanitari, cioè il passaggio alla fatturazione elettronica per tutte le operazioni effettuate siano esse in entrata e in uscita, come prestazioni eseguite sui pazienti o acquisti di forniture.

L’obbligo di fatturazione elettronica sarà ufficialmente applicato per tutti a partire dal 2021. Tuttavia, malgrado per gli studi medici e odontoiatrici sia prevista una proroga, per alcune tipologie di fatture in uscita ed entrata essi dovranno  comunque dotarsi degli strumenti informatici necessari all'invio - senza dimenticare che l'applicazione della norma coincide con le scadenze di gran parte degli adempimenti fiscali come l’invio al Sistema TS per il 730 Precompilato.

Per approfondire i riferimenti normativi della fatturazione elettronica consigliamo il nostro articolo di approfondimento.

10. L’iscrizione al VIES per le fatture è obbligatoria?

Nel caso di scambi commerciali intracomunitari (cioè all’interno dell’Unione Europea) vi è l’obbligo di iscrizione della propria partita IVA al VIES, che può essere effettuato in autonomia e gratuitamente tramite i servizi Entratel - Fisconline predisposti dell’Agenzia delle Entrate.

Il VIES è un sistema di controllo e indicizzazione di tutte le partite IVA che effettuano scambi commerciali tra stati membri dell’Unione Europea. Il VIES permette infatti di facilitare il controllo delle transazioni tra i soggetti passivi d’IVA, quindi di tutte le attività che cedono beni e servizi.

Gli studi medici, odontoiatrici e tutti i professionisti sanitari diventano soggetti passivi d’IVA nel momento in cui acquistano beni da un qualsiasi paese comunitario, ad esempio strumenti o apparecchiature mediche, software o farmaci (per ulteriori informazioni rinviamo alla pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate).

Effettuata l’iscrizione al VIES lo studio professionale è obbligato ad inviare ogni 3 mesi tutte le fatture relative alle operazioni di acquisto, o noleggio in caso di servizi, tramite il modello Intrastat, le cui istruzioni di compilazione sono disponibili nella pagina dell’Agenzia delle Dogane.

11. Inviare l'Intrastat è obbligatorio?

A partire dal 1° gennaio 2018 inviare i modelli Intrastat trimestrali per acquisti di beni o servizi non sarà più obbligatorio, a meno che non si superi la soglia di spesa di 50 mila euro, secondo il Provvedimento del 25 Settembre 2017 dell’Agenzia delle Entrate.

Gli studi medici, odontoiatrici e professionali che acquistano un software o un qualsiasi servizio in un paese dell’Unione Europea non avranno più necessità di inviare il resoconto delle spese sostenute all’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate ha infatti semplificato gli adempimenti fiscali per chi compie operazioni commerciali intracomunitarie, garantendo un notevole risparmio di tempo e una riduzione dei costi di gestione fiscale.

12. Che cos'è la Rivalsa INPS al 4%?

Tutti gli studi medici, odontoiatrici e professionali iscritti alla Gestione Separata INPS hanno la possibilità di addebitare al paziente (o cliente) un 4% in più sull’importo totale della fattura come rivalsa sui contributi previdenziali da versare.

La Rivalsa INPS al 4%, qualora addebitata, deve essere obbligatoriamente indicata in Fattura, poiché concorre alla formazione dell’imponibile ed è quindi soggetta ad IVA, come sancito dalla Legge 335/1995 sul Sistema Pensionistico.

Tuttavia, è da sottolineare che la Gestione Separata è un regime contributivo previsto dall’INPS per tutti i professionisti che non versano i contributi a specifiche Casse Previdenziali.

Per questo motivo, medici e odontoiatri, nonché i professionisti sanitari, devono fare attenzione al proprio profilo contributivo prima di addebitare impropriamente i propri contributi al paziente.

Ricordiamo che le prestazioni mediche sono Operazioni Esenti IVA, per cui in caso di applicazione forzata della Rivalsa INPS al 4%, l’importo aggiuntivo non concorrerebbe al pagamento delle imposte.

Consigliamo a tutti i professionisti interessati all’applicazione della Rivalsa INPS al 4% di consultare con il proprio consulente fiscale prima di incorrere in comportamenti impropri.

Altre domande?

Le domande qui raccolte sono quelle che i nostri clienti ci pongono con più frequenza. C’è qualche altra domanda a cui vorresti trovare risposta? Scrivila con un commento qui sotto e saremo contenti di rispondere!

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Nota del redattore: questo post è stato originariamente pubblicato sul blog a gennaio 2018 ma è stato aggiornato a novembre 2019 per completezza.

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