<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1613530318929908&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

I costi della gestione cartacea dello studio dentistico

In un sondaggio del 2012 condotto da Infodent (che puoi scaricare in pdf qui), su un totale di 334 intervistati, il 55% dichiarava di utilizzare un software gestionale per le attività dello studio.  In un altro sondaggio di Infodent (scaricabile qui.), condotto nel 2013, su un campione più piccolo (137 intervistati), la percentuale era simile: il 58%. In un sondaggio condotto da ANDI pochi mesi fa, la percentuale di chi usa un software risulta invece decisamente più bassa: il 30,2% degli associati. Questi sondaggi hanno almeno uno di questi due limiti: il primo, è che sono ormai datati. Il secondo, è che sono condotti su piccoli campioni. Ma non ho trovato altri studi o ricerche a riguardo. Anzi, se qualcuno ha dati più accurati da segnalarmi, può farlo nei commenti qui sotto. Il dato che comunque mi sembra interessante, al di là della sua validità statistica, è che c’è una grossa percentuale di studi dentistici che ricorre ancora a una gestione cartacea dello studio. Non è un dato scontato: nel 2016, epoca in cui ciascuno di noi è provvisto di computer, tablet e smartphone, gestire uno studio dentistico con la carta sembra quantomeno anacronistico. Ci sono diversi motivi che potrebbero convincere un dentista a digitalizzare la sua gestione: maggiore efficienza, velocità, precisione, ecc. Qui voglio focalizzarmi su uno di questi motivi: il risparmio economico.

I COSTI DELLA CARTA.

Questo è un dato su cui forse si riflette poco: la gestione cartacea non è poi così economica come sembra. Anzi, può essere facilmente più costosa di un software gestionale. Pensiamo ad esempio a tutti i moduli da stampare, come anamnesi e privacy. Aggiungiamo le fatture, i vari certificati, i piani di trattamento, le radiografie e tutto il resto. Molti di questi documenti vanno stampati in duplice copia. Oltre ai costi della carta, bisogna conteggiare quelli per la stampa. Se facessimo un calcolo, anche approssimativo, di tutti questi costi, ci renderemmo conto che il loro totale è tutt'altro che marginale.

I DATI SUI COSTI DELLA GESTIONE CARTACEA.

Diversi studi e ricerche, in Italia e nel mondo, si sono chiesti quanti soldi si potrebbero risparmiare digitalizzando le procedure. Secondo questi calcoli, condotti negli USA sull'intero settore sanitario, la gestione cartacea costa 40$ per paziente. Si arriva a questa cifra conteggiando, oltre ai costi di carta e stampa, anche il costo del personale: la gestione cartacea, infatti, è per sua natura più lenta e manuale di quella digitale. Quindi i tempi di lavoro sono più lunghi, e i tempi di lavoro vanno retribuiti. Quest'articolo, focalizzato sul mercato dentale, riflette sulle voci di spesa di una gestione cartacea: oltre al materiale per carta e stampa, e oltre al tempo di lavoro, l’articolo cita i possibili costi legali dovuti alla perdita di dati (cosa frequente, con la carta) e i costi dovuti allo spazio occupato per la conservazione dei dati. In questo studio, condotto su diversi settori italiani, emerge che, digitalizzando le procedure, il settore odontoiatrico risparmia qualcosa come il 30,79%.

DALLA CARTA AL DIGITALE: COME?

I numeri che abbiamo visto dovrebbero essere una motivazione più che sufficiente a convincere lo studio dentistico a passare dalla carta al digitale. Oltre al risparmio di tempo e denaro, la digitalizzazione offre degli innegabili vantaggi, dovuti innanzitutto alla comodità e velocità nell'esecuzione delle procedure. Ma il motivo principale per cui molti dentisti sono restii alla digitalizzazione, è probabilmente la difficoltà ad informarsi su un argomento di cui, spesso, ne sanno poco e nulla. Nel momento in cui decide di fare il passaggio da carta a software, infatti, il dentista inizia a fare le sue ricerche, ad esempio cercando su Internet o chiedendo ai colleghi. Ben presto, però, si rende conto che la scelta del software adatto al proprio studio non è semplice: ci sono tante variabili da prendere in considerazione, come la tecnologia con cui è costruito il software, i costi nel breve e lungo termine, le funzionalità offerte… Di fronte a tutte queste informazioni, può essere naturale sentirsi spaesati, decidendo di non perdere più tempo nella ricerca e finendo con il comprare un software di cui poi pentirsi, oppure, finendo per rimanere ancorati alla gestione cartacea. Per i dentisti che gestiscono lo studio su carta, ma sono interessati al passaggio al digitale, abbiamo scritto un vademecum con le 18 domande da fare alla società che produce il software. Queste domande coprono gli argomenti più importanti, come i costi (compresi quelli nascosti!), la sicurezza e le condizioni contrattuali. Il libro è gratuito, e può essere un’utile guida alla valutazione di un software, per chi si approccia al mondo dei software gestionali per dentisti per la prima volta.

Scarica gratis il libro: "dalla carta al digitale"

 

Dai un'occhiata anche a questi:

Commenti

2 Commenti